La commedia ritrae le vicende di una famiglia nella Napoli dei quartieri poveri degli anni 40, gli anni della guerra dove la fame, l'arte di arrangiarsi, la furbizia maliziosa fanno da retro-altare ai valori umani della vita.
La famiglia composta da Giovanni, la moglie Cristina ed Enricuccio, un giovane di non brillante intelligenza da loro raccolto e cresciuto come un figlio. Vivono una vita stentata, per cui Giovanni, per guadagnarsi centomilalire accetta di legiittimare Sandrino, detto il Baroncino, che per sposare una facoltosa ragazza ha bisogno di un padre. Mentre Giovanni è fuori casa viene un notaio per comunicargli che suo fratello in America, morendo gli ha lasciato una grande eredità, a condizione però che non abbia figli; in tal caso l'eredità andrebbe al primogenito. Il notaio notifica tutto ad Enricuccio, che però non può riferire a Giovanni perchè è diventato improvvisamente muto assistendo ad un fattaccio: un marito geloso che spara all'amante della moglie.
Dopo un altro trauma Enrìcuccio riacquista la parola, ma troppo tardi. Ormai Giovanni ha già legittimato Sandrino, al quale passa l'eredità che naturalmente egli si affretta a reclamare. Giovanni allora ha un'idea grandiosa: si autodenuncia di falso in atto pubblico; finirà in prigione, ma l'eredità sarà sua.
Finale commovente, con il gesto inaspettato di un ragazzo insano di mente come Erricuccio, che rinuncia al suo amato pulcinella affinchè faccia compagnia in galera al patrigno, anzi, al padre! |